Calcio; un punto da cui ripartire

“Finalmente siamo tornati a giocare sul campo di Amatrice che per noi era fondamentale. Oggi ognuno di noi è come se fosse tornato dentro le proprie case, non potevo chiedere luogo e momento migliore per festeggiare la vittoria del campionato. Non ci sono aggettivi per descrivere l’emozione, sono felice. Dedico tutte queste vittorie alle vittime colpite dal sisma, sono state la nostra motivazione più forte”, queste le parole dell’allenatore Romeo Bucci dopo la vittoria del campionato di Seconda Categoria.

Il 12 maggio 2018 è una data scolpita nei cuori di tutta la popolazione amatriciana, un giorno che nessuno dimenticherà. “Paride Tilesi”, così si chiama il nuovo campo sportivo ricostruito ad Amatrice grazie al contributo della FGC e di molte squadre della Serie A (Milan, Torino, Atalanta.). Dagli spalti verso il campo gridavano “bentornati a casa”, ai propri giocatori. L’Amatrice il 12 maggio ci è tornata davvero a casa, davanti a tutti i propri tifosi e al suo presidente Tito Capriccioli, ci è tornata nel penultimo turno di campionato, il 29esimo.  In tribuna presenti, insieme ai tanti supporters amatriciani, anche i ragazzi della curva de L’aquila calcio: i Red Blue Eagles L’aquila nei mesi scorsi si sono spesi per trovare fondi tra tifosi in tutta Italia, raccogliendo una somma di 161.277,27€. Tale somma sarà destinata per costruire campi da calcio, basket e pallavolo per la gioia dei più giovani e per fornire all’Amatrice Calcio un pulmino e il materiale sportivo per la stagione.

Prima del fischio d’inizio della partita, i giocatori dell’Amatrice sono entrati in campo accompagnati dai bambini della scuola calcio in segna di festa. Poi il sentito minuto di silenzio per ricordare le vittime del terremoto, perché quel nuovo impianto era soprattutto per loro. Al termine della gara il risultato è di 2-2, un pareggio, quello che serviva per raggiungere l’obbiettivo.  Nell’arco di due anni la squadra amatriciana ha conquistato due promozioni, prima la vittoria della Coppa Lazio in Terza Categoria e oggi la vittoria del campionato di Seconda. “Qualcosa di straordinario se si pensa alla difficoltà iniziali dovute dal terremoto”  afferma mister Bucci.

Si perché il terremoto del 2016 aveva reso orfana L’Amatrice dei due campi a disposizione, il primo usato come mensa e l’altro ha ospitato le prime 25 casette consegnate. “La gente come noi non molla mai, tutto è riiniziato con una riunione nel magazzino del presidente Tito. Sono venuti in dieci, abbiamo proposto di iscriverci al campionato. Ho detto ai ragazzi che andavamo solo a giocare senza allenamenti, deve essere solo uno svago e basta”, queste le prime parole alla squadra da parte di Romeo Bucci.

Prima di tornare a giocare serviva un campo, il primo squillo di solidarietà arrivò da Borbona; squadra ritirata dal campionato per donare il campo all’Amatrice Calcio. “Le difficoltà non sono mancate, al primo allenamento è venuta giù così tanta pioggia che siamo stati costretti a chiuderci in un bar. Dopo quella riunione però ho capito che dentro la testa di ogni singolo giocatore c’era un solo pensiero; vincere è la nostra missione”, aggiunge Bucci. Da lì in poi la squadra ha iniziato ha vincere, vincere e vincere ancora.

“Questi fatti sono la dimostrazione che il calcio non è soltanto correre dietro un pallone per segnare un gol in più degli avversari. Questo sport ci da un mix di emozioni incredibili e indescrivibili. Nei volti di ognuno di noi che abbiamo vissuto queste due promozioni c’era la gioia, l’emozione e anche la tristezza per chi non c’è più, il calcio dimostra che non è soltanto uno sport, ma un punto da cui ripartire”, conclude Bucci.

di Matteo Dionisi

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